
Il liceo Classico Vincenzo Monti di Cesena è una delle più antiche istituzioni presenti in città ancora in funzione. Dal gennaio del 1861, due mesi prima della proclamazione dell’Unità d’Italia, ha vissuto tutte le epoche della nostra storia nazionale. Ha subito con dolore i vent’anni di dittatura fascista, col sacrificio della vita di alcuni studenti e con l’espulsione dal corpo insegnanti di Don Giovanni Ravaglia, intrepido amante della libertà e dell’antifascismo. Vedere oggi, tanti anni dopo il periodo più buio della nostra storia italiana, dei giovani appendere in quella stessa scuola uno striscione che inneggia al fascismo riempie di tristezza. È un fallimento che pesa su tutti noi vedere come dei giovani che hanno ricevuto un’istruzione scolastica non abbiano gli strumenti per valutare quel regime che ha annientato le libertà. Ma è una speranza sapere della reazione immediata di altri compagni, che ha onorato la storia del Liceo Monti e in qualche modo lo ha ripulito dalla infame vergogna. La Romagna ha conosciuto per prima il fascismo e non dimenticherà mai a cosa ha portato. Nelle nostre colline è stato versato il sangue per la libertà che si è sedimentato in profondità e che rende la nostra terra tra le più repulsive ad ogni rigurgito nero che proviene dal passato. Non c’è spazio per alcuna normalizzazione, che va condannata come un’offesa per la nostra storia. Noi come Partito Democratico faremo sempre la nostra parte per tenere viva la memoria di chi ci ha restituito la libertà, molti dei quali con l’età dei ragazzi che oggi vanno alle scuole superiori.